POP & Retail

P.O.P. è l’acronimo di Point of Purchase ossia il punto vendita.

Questa sigla indica anche i materiali P.O.P. Generalmente un materiale P.O.P. può essere classificato come push (materiale porta-prodotto da banco o da terra) o pull (materiale di comunicazione). I diversi tipi di display prendono nomi specifici a seconda della loro diversa natura strutturale. Questi nomi, poco significativi per i non addetti ai lavori, sono spesso equivocati.

Il termine Retail si riferisce a tutti i materiali legati alla vendita al dettaglio.

Rendering allestimento punto vendita Adaptive

Elenco dei Materiali PoP più diffusi:

È un elemento da terra, verticale che serve per fare “comunicazione tridimensionale” (cioè: anche la forma, il design, contribuisce a una comunicazione “non verbale”). È alto (di solito tra i 140 e i 160 cm) per essere visibile anche in punti vendita vasti o affollati. Generalmente non porta prodotto in vendita ma può contenere, dentro delle bacheche, campioni di prodotto in esposizione o i premi previsti dalla promozione.

È uno striscione di materiale flessibile (tela plastificata o simili), orizzontale o verticale; può essere appeso a parete, a soffitto o avere un supporto auto-reggente (vedi anche ROLL-UP).

È un elemento appendibile a soffitto, spesso un semplice cartello leggero, visibile da tutte le direzioni e spesso ruota con un soffio d’aria al passaggio del pubblico. Da distinguersi dai pannelli appesi p.es. sulle corsie dei supermercati che hanno una funzione prevalente di segnaletica e non di promozione.

È un piccolo banco (dimensioni comprese tra 30×30 cm e 60×120 cm circa) dove una promoter si appoggia per fare demo di prodotto, distribuire stampati (depliant, brochure ecc.), per far compilare moduli di indagine mktg, distribuire gift e gadget ecc.. Possono contenere nel loro interno un vano dove immagazzinare gli stampati, i gift o i campioni ecc.

È un allestimento scenografico che di solito occupa un’area di alcuni metri quadri nella quale sono posizionati pallet o espositori carichi di prodotto in vendita. Questi allestimenti si trovano sovente in aree predestinate a queste esposizioni negli iper-mercati.

È un mobiletto abbigliato con la comunicazione promozionale che contiene del prodotto in vendita o in sola esposizione (non prendibile). Può essere realizzato in vari materiali, per esempio in cartotecnica economica (a perdere quando si svuota), in cartotecnica elaborata, con applicazione di inserti e accessori in plastica, che può anche essere ricaricato dai gestori del pv o dai merchandiser; in materiali durevoli (plastici o metallici) con pannelli o parti stampate. Questi espositori possono arrivare sul pv montati e carichi di prodotto pronti per la vendita oppure vuoti e smontati, in imballi appiattiti e saranno montati e caricati con prodotto presente sul pv o successivamente trasportato da un merchandiser, o spedito a parte presso il pv. Per espositori che prevedono un montaggio complesso è ipotizzabile istruire una o più squadre di installatori che si recano sui pv a montare, posizionare e caricare di prodotto l’espositore. Gli espositori più semplici da montare sono sempre corredati da un foglio istruzioni. La facilità di montaggio è un requisito chiave per evitare che molti espositori siano montati male vanificando sensibili percentuali dell’investimento nella campagna.

Sono abbigliati come quelli da terra ma hanno dimensioni contenute che permettono il posizionamento su un bancone. Per questo tipo di espositori, come per quelli da terra, esistono delle aree del pv più “tattiche” per ottenere un maggiore sell-out; per esempio accanto alla cassa dove tutti gli acquirenti devono obbligatoriamente passare e magari attendere quell’istante sufficiente per un acquisto d’impulso. Per questo in inglese alcuni espositori di questo tipo si chiamano “counter top display” cioè “sopra il banco-cassa”. In altre situazioni come Bar o Farmacie, dove l’affollamento è notevole, può essere funzionale alle tattiche di sell-out una progettazione che privilegi lo sviluppo dell’esposizione in altezza anziché in larghezza, oppure la presenza sul retro dell’espositore (la parte rivolta verso il negoziante) di accessori o gadget di utilità per il negoziante stesso, per esempio: una lampada per il controllo delle banconote, una vaschetta per graffette, una spugnetta per inumidire i francobolli, una calcolatrice, una penna, un blocco note ecc.

Sono espositori dove il prodotto che vi è contenuto non è visibile, ma si può prelevare attraverso apposite aperture o fessure. Questo tipo di espositore si usa quando si desidera privilegiare la comunicazione (la parte che copre il prodotto è stampata) oppure quando la disposizione del prodotto nell’espositore non può evidenziare il packaging e la sua identificazione (per esempio astucci impilati sdraiati). In una accezione meno specifica si chiama dispenser anche il display che contiene prodotto per la presa diretta del consumatore. Questi si utilizzano per incrementare l’acquisto d’impulso poiché il prodotto si trova fuori dallo scaffale usualmente dedicato.

Sono, per così dire, “scatole-transformer”: il packaging si apre o si strappa o si ripiega e diventa l’espositore stesso dopo aver funzionato da scatola per il trasporto. Soluzione economica e funzionale ma che può penalizza la “spettacolarità” perché spesso si devono usare forme semplici o standard. Inoltre richiede una certa cura nel trasporto per non rovinare l’esterno quando non si provvede a contro-imballare il display-box.

Sono come i display-box, ma formato maxi; di solito dal formato d’ingombro di base dal quarto di pallet (60×40 cm) al pallet intero (80 x 120 cm). Essendo predisposti per essere distribuiti carichi, sono completi di pallet alla loro base per una facile movimentazione con trans-pallet.

Come dice il nome è un cartello che si può poggiare su un bancone grazie a un sostegno (chiamato “piedino”) che si apre sul retro o ad altri sostegni che lo sorreggono.

È come un cartello da banco ma destinato all’allestimento della vetrina e quindi può avere dimensioni maggiori. Per prodotti di cosmetica, profumeria, para-farmacia o tecnologici, si vedono spesso delle vere e proprie installazioni scenografiche in vetrina con cartelli sagomati, spesso rati, scatolati, composti in molteplici modi. Possono esporre il prodotto su appositi podi o ripiani oppure essere solo elementi di comunicazione visuale.

Trattasi di cartelli da terra bifacciali, a cavalletto, che quindi se visti di lato ricordano la lettera maiuscola “A”. Generalmente si trovano in strada, fuori dai bar o dai piccoli esercizi e si possono richiudere per essere riposti dopo l’orario di chiusura. Per questo posizionamento all’esterno e per il fatto di dover essere movimentati giornalmente, quasi mai sono realizzati in materiali cartotecnici.

È qualsiasi cosa sia messa a “coronamento” di un display, di uno scaffale o di qualunque espositore per pubblicizzare e portare comunicazione. In genere sono cartelli che si incastrano svettando nella parte superiori degli espositori.

Sono display che si istallano sullo scaffale e servono per far risaltare e distinguere un certo prodotto rispetto ai competitor che alloggiano nelle adiacenze.

Sono particolari on-shelf display, “vassoi” posti sullo scaffale dove si alloggia un prodotto o una categoria di prodotti. Questi vassoi hanno una duplice funzione: 1) facilitare l’acquirente che percorre le corsie in direzione perpendicolare agli scaffali a identificare il prodotto anche quando quello delle prime file è esaurito e quello retrostante è meno visibile; 2) riserva lo spazio a scaffale nella stessa posizione riservata e concordata con il pv; cioè il prodotto non viene spostato quando ne restano poche unità e il suo spazio non viene occupato da prodotti di competitor per riempire lo scaffale quando va sottoscorta, nel qual caso stimola anche l’addetto al riordino dell’assortimento.

È un cartellino che si incastra sulle guide porta-prezzo degli scaffali o si attacca “penzolante” tramite biadesivo e comunica una promozione, un primo-prezzo ecc. e si muove al primo spostamento d’aria o se sfiorato, attraendo lo sguardo.

È un cartellino con una funzione simile al wobbler ma posto perpendicolarmente rispetto allo scaffale per essere subito leggibile per il cliente che percorre la corsia. Identifica il posto del prodotto, suddivide una categoria di prodotto, comunica promozioni ecc.

Dicesi di qualsiasi cosa abbia una sagoma, in genere di un cartello. Per esempio un cartellone da terra ad altezza uomo che è ritagliato seguendo l’immagine stampata, spesso una figura di una persona o di un prodotto che si vuole far risaltare. Questi cartelloni possono avere altri cartelli sagomati applicati a sbalzo in sovrapposizione. In questo caso i cartelli a sbalzo si chiamano anche “pop-up”.

Materiali POP & Retail realizzati